Gennaro Gattuso: l’allenatore del Napoli calcio

Quando si parla o si scrive di calcio si tende a focalizzarsi sempre sui calciatori perché, effettivamente, sono loro che scendono il campo e giocano la partita.

Ma chi sta dietro ai calciatori?

Chi li allena?

Chi decide quale sarà lo schema che devono seguire in campo?

Ovviamente, l’allenatore.

L’allenatore del Napoli calcio è il famosissimo Gennaro detto Rino, e detto anche ‘Ringhio’, Gattuso, clicca qui per saperne di più.

Gennaro Gattuso, nella sua lunga carriera calcistica, ha giocato in molte squadre importanti, quella più prestigiosa e famosa è stata il Milan, da lui definita sempre come una seconda famiglia. Con il Milan ha raggiunto traguardi importanti e prestigiosi, a Milano Gennaro Gattuso è cresciuto tanto sia come professionista che come uomo.

Ringhio, detto così perché quando si arrabbiava in campo sembrava quasi ringhiare, è un uomo dalle origini umili; è nato in Calabria, precisamente in una piccola cittadina di mare che si chiama Schiavonea di Corigliano Calabro, dove la sua famiglia vive ancora. Molti dei suoi ‘nemici’ in campo non capivano cosa dicesse quando, appunto, ‘ringhiava’; probabilmente, parlava in dialetto coriglianese così da non farsi comprendere. Ahahah!

Gennaro Gattuso è molto legato alla sua terra ed ai suoi abitanti, appena possibile torna lì con sua moglie ed i suoi figli, anche per stare accanto ai suoi genitori.

Per dimostrare l’amore verso Schiavone di Corigliano Calabro, Rino Gattuso ha aperto proprio lì un’azienda ittica per dare delle opportunità lavorative a molte delle persone disoccupate che abitano quel territorio dove, purtroppo, la possibilità di trovare un lavoro è davvero molto bassa.

In questo modo Gennaro Gattuso ha fatto del bene a tante famiglie in difficoltà, non intaccando la loro dignità facendo della carità, ma offrendo loro un lavoro.

L’azienda ittica non è l’unica opera di bene ha fatto per le persone della sua terra, Gennaro Gattuso ha anche creato una fondazione, ”Forza ragazzi”, per dare supporto agli adolescenti calabresi meno fortunati.

Da pochi anni Gennaro Gattuso si è avvicinato alla sua amata Calabria, visto che adesso lavora e vive in Campania allenando, appunto, il Napoli calcio.

Anche a Napoli è riuscito subito a farsi amare da tutti i tifosi partenopei, dai calciatori della squadra che allena ed anche dal presidente De Laurentiis.

Gennaro Gattuso allena il Napoli calcio con ‘anema e core’ e questo lo hanno capito tutti: non solo i tifosi ma anche chi lavora con lui. Inoltre, lo scorso maggio, tutto l’impegno messo nell’allenare la squadra partenopea è stato premiato con la vittoria della Coppa Italia proprio con la Juventus allenata, al tempo, da Maurizio Sarri che non è ben visto dal popolo napoletano.

Grazie a Gennaro Gattuso il Napoli calcio sta ottenendo delle importanti soddisfazioni.

Tutto ciò fa sì che Gennaro Gattuso sia amato dal popolo di Napoli.

In fondo i napoletani sono in grado di dare tanto affetto, ma lo danno solo a chi lo merita… e il grande Ringhio è riuscito a farsi amare anche da loro!

Sport per i più coraggiosi

Raccontare a parole quello che vuol dire fare un salto nel vuoto attaccati ad un elastico non è molto semplice. Anzi, è difficilissimo. Si tratta di emozioni così forti, intense e personali che soltanto chi l’ha già provato può capirlo. Cercherò lo stesso di farmi capire. Il momento che precede il salto, quando ci viene spiegato quale posizione assumere nel momento in cui si cade e nei momenti successivi sono ancora normali e l’agitazione è sotto controllo. Quando ci viene chiesto il peso e poi veniamo assicurati all’elastico l’emozione sale e i primi brividi cominciano a farsi sentire. Una volta raggiunta la base jumping a Pescara da cui saltare l’esperienza diventa molto forte. Io personalmente cerco di immagazzinare tutta l’energia che ho per poi farla uscire tutta insieme pochi istanti dopo. Testa libera e sgombera da pensieri e via, si salta. I primi secondi sono straordinari. Si prende velocità e l’adrenalita entra in circolo. Una scossa e una carica fortissima. Nonostante si tratti di pochissimi secondo il volo sembra quasi infinito. È in questo momento che le emozioni vengono tutte amplificate e la stessa percezione del tempo e dello spazio appare diversa dal solito. Una sensazione che solo uno sport estremo può regalare. Poi si sente l’elastico che entra in funzione e il corpo percepisce immediatamente questa sensazione. Inizia poi il balletto dei rimbalzi, un momento divertente in cui possiamo divertirci avendo ancora molto ben presenti tutte le emozioni fortissime che abbiamo appena provato. Un leggero dondolio in cui torniamo connessi al resto del mondo conclude il salto. È in questo momento in cui torna la lucidità completa e le percezioni tornano alla normalità che il nostro corpo riesce a tradurre ciò che ha appena provato. Questa disciplina nasce come un rituale d’iniziazione nell’Isola di Pentecoste, a largo dell’oceano Pacifico. Serviva a certificare il passaggio all’età adulta. Oggi si tratta di una pratica diffusa in tutto il mondo. In Italia, oggi il salto più alto è quello che si effettua dal ponte Valgadena, nella zona dell’ altopiano di Asiago in provincia di Vicenza: un salto di 175 metri. Altro punto per praticare questa attività è Mosso, in provincia di Biella, dove ha sede il primo Bungee jumping center italiano, vicino al viadotto di Pistolesa. Il più grande bungee center del centro-sud Italia si trova invece sul ponte di Salle in provincia di Pescara, nel Parco Nazionale della Majella.