Smart working: pro e contro

Nell’ultimo anno si è sentito parlare molto di smart working, detto anche lavoro agile.

La pandemia causata dalla diffusione, ancora in atto purtroppo, del Covid 19 ha visto molti lavoratori costretti a stare a casa e continuare a svolgere il proprio lavoro senza potersi recare in ufficio.

Lo smart working si può svolgere tranquillamente da casa, basta avere una connessione alla rete internet ed un personal computer come quelli in vendita sullo shop online Haxteel.eu.

Sul ‘lavoro agile’ vengono scritti molti articoli e le discussioni sono tante, c’è chi si dichiara assolutamente favorevole, chi decisamente contrario e chi rimane nel mezzo, sostenendo che la scelta migliore sia lavorare un po’ in smart working ed un po’ in presenza in ufficio.

Proviamo, quindi, ad esaminare i pro ed i contro dello smart working.

I lati positivi dello smart working, secondo chi lo fa, sono questi:

–         Evitare di perdere molto tempo della propria giornata nei mezzi pubblici o in macchina, per raggiungere il posto di lavoro. Un minor numero di viaggi e di movimenti delle persone, può contribuire ad abbassare l’inquinamento globale.

–         Utilizzo del bagno di casa propria. Si sa, i bagni condivisi, soprattutto negli uffici sono luoghi piuttosto sporchi, proprio perché utilizzati da più persone. Inoltre, condividere un posto estremamente intimo come un bagno, in periodo di pandemia, potrebbe essere molto pericoloso.

–         Essere più riposati, proprio perché quell’ora di viaggio per raggiungere l’ufficio e, viceversa, l’ora di viaggio per raggiungere la propria abitazione, può essere utilizzata per riposare così da essere più attivi e concentrati mentre si lavora.

–         Si mangia più sano, perché si può cucinare a casa propria. Quando si mangia in ufficio o si ha una pausa pranzo breve, si mangia sempre veloce e non in maniera corretta: i panini ed i tramezzini sono i pasti più gettonati.

I lati negativi dello smart working, secondo molti lavoratori, sono i seguenti:

–         Manca un confronto diretto con i colleghi, soprattutto se si lavora in contesti in cui la collaborazione è fondamentale; ovviamente, si possono anche fare delle riunioni tramite pc ma non è la stessa cosa di farle dal vivo.

–         Chi fa smart working ma ha altri componenti della famiglia che sono in casa ha difficoltà a lavorare bene. Questo è, soprattutto, un problema di chi è genitore: gestire i figli che fanno Didattica a distanza (DAD) e, allo stesso tempo, lavorare è faticoso. Chi deve fare il genitore ed il lavoratore nello stesso momento, ha difficoltà a svolgere il proprio lavoro come si deve, perché tende a distrarsi. Ovviamente, questo è un problema solo legato alla pandemia; altrimenti, chi lavora da casa ma non ha ‘elementi di disturbo’ svolge i suoi impegni come si deve.

C’è anche chi sostiene che una via di mezzo potrebbe essere la soluzione migliore, cioè: lavorare metà settimana in ufficio e metà settimana da casa, così da poter ottenere i benefici sia dello smart working che del lavoro in presenza.

Tu cosa ne pensi?

Meglio lo smart working, il lavoro da casa oppure fare metà uno e metà l’altro?